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Fare affari in Etiopia

Ultimo aggiornamento: febbraio 2020

Quadro macroeconomico

Nel 2019 l’Etiopia conferma una crescita economica sostenuta con un tasso di crescita medio del PIL stimato al 9,20% rispetto al 7,7% dell’anno precedente e si stima una crescita media annua dell’11%.

Agricoltura, silvicoltura e pescano, hanno subito un calo progressivo nell’ultimo decennio. Ma sono pilastri dell’economia del paese, responsabili del 31% del PIL nel 2018. La crescita del settore turistico, del commercio all’ingrosso e del commercio al dettaglio con lo sviluppo dei trasporti e del settore delle comunicazioni, ha contribuito ad espandere il settore dei servizi, responsabile di circa il 39,3% del PIL nazionale nel 2017/18.Il settore industriale rappresenta il 27,3% delle entrate totali del Paese. Lato offerta, la crescita è alimentata principalmente dall’agricoltura e dai servizi. La domanda è fortemente incentivata dal consumo privato ma soprattutto dagli investimenti pubblici nel campo delle infrastrutture. L’obiettivo del Governo, è trasformare il
Paese in un polo produttivo. Ma si prevedono discontinuità produttive in tale fase.

Nonostante le politiche monetarie restrittive, la riattivazione del mercato dei buoni del Tesoro, le sovvenzioni al settore agroalimentare e i suggerimenti del FMI circa investimenti pubblici, ricostituzione delle riserve ufficiali e migliore stabilità del settore finanziario; l’inflazione resta alta al 18,6%, causando l’aumento del 23% dei prezzi dei generi alimentari, riflettendo la penuria alimentare nel paese. Aumentano i prezzi di materiali da costruzione, carburante, servizi pubblici mediamente dell’11,5%,e dei trasporti pubblici del 15,2% a seguito dei maggiori costi di importazione.

Il Governo dovrebbe seguire una politica fiscale espansionistica sia a breve che a medio periodo. Ma la spesa pre-elettorale vedrà il deficit di bilancio aumentare oltre il 3,3% del PIL nel 2020.Inoltre, il Primo Ministro Abiy intende migliorare la qualità della vita riducendo l’insoddisfazione dell’opinione pubblica. Dunque, le spese d’investimento per la GERD, lo sviluppo di infrastrutture di base e i progetti di produzione energetica, manterranno la spesa elevata.

Le esportazioni, 8% del PIL nazionale, hanno subito un calo nell’anno fiscale 2018/2019. I guadagni stimati in 686 milioni di dollari USA sono stati inferiori dell’8,3% rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente. Anche se l’esportazione di grano, caffè e prodotti tessili è rimasta forte, le esportazioni di altri prodotti manifatturieri sono rimaste contenute. Mentre le esportazioni di gas aumenteranno nei prossimi cinque anni grazie al gasdotto Etiopia-Gibuti, le esportazioni del settore minerario (tantalio e rame) rimarranno stabili. Le importazioni continuano ad essere trainate da un’elevata domanda di beni strumentali. Il deficit commerciale si ridurrà costantemente fino all’8,3% del PIL nel 2024.

Si segnala infine che l’Etiopia ha attratto Investimenti Diretti Esteri per 700 milioni di dollari USA, ciò mostra un aumento degli investimenti del 13% paragonato allo stesso periodo dell’ultimo anno fiscale appena conclusosi a luglio. Tuttavia, l’instabilità politica del Paese continuerà a condizionare negativamente il flusso degli investimenti.

Le riserve di valuta estera sono diminuite da 3,987 milioni di USD a 3,899 milioni di dollari USA. La disponibilità di valuta pregiata è dunque limitata e costituisce un problema rilevante per il settore privato dato che la maggior parte delle riserve continua ad essere destinata al finanziamento delle grandi opere pubbliche e in generale dei programmi governativi.

 

Politica economica

La politica di raggiungimento degli obiettivi del Growth and Transformation Plan (GTP) è stata attuata in buona misura attraverso finanziamenti diretti della Banca Centrale e acquisti di titoli emessi dallo Stato da parte delle banche private. Si è però trattato di misure inflazionistiche ovviamente non sostenibili nel lungo periodo.

Nel 2016 è entrato in vigore il GTP II (2016-2020), il cui obiettivo cardine è la trasformazione – entro il 2025 – dell’Etiopia in un paese a medio reddito. Il piano prevede di mantenere il tasso di crescita medio annuo del PIL reale dell’11%, da raggiungere all’interno di un ambiente macroeconomico stabile, ed allo stesso tempo di perseguire politiche aggressive al fine di incentivare una rapida industrializzazione e trasformazione strutturale. Il Governo inoltre, si impegna a ridurre l’inquinamento, ad aumentare l’efficienza energetica e ad evitare la perdita della biodiversità favorendo una crescita economica sostenibile con l’intento di assicurare l’accesso alle risorse alle generazioni future, e centrando pertanto uno dei 17 obiettivi dello Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Nonostante il basso livello di produttività agricola registrato nel 2019 a causa della persistente siccità e dei danni alle colture provocati dalle locuste, l’agricoltura e l’agroindustria beneficeranno di una tendenza al rialzo dei prezzi alimentari globali nel periodo 2020-2021.

L’industria tessile, nonché l’abbigliamento e la pelletteria, beneficeranno del basso costo del lavoro. Inoltre, la costruzione di nuove aree industriali come quelle di Hawassa e Kombolcha già operative, non fa altro che favorire il processo industriale. L’obiettivo del Governo è costruire circa una dozzina di parchi industriali in modo tale da accelerare le esportazioni. L’Etiopia al momento è suddivisa in Highlands densamente abitate, dove hanno sede i maggiori centri industriali e agro-industriali, e Lowlands.

La crescita economica sarà sostenuta anche dall’aumento di credito, data l’espansione dei servizi bancari e la concessione di licenze a imprese estere, che contribuirà all’aumento dei consumi privati. Grazie al progetto G20 Compact with Africa (CwA) nato nel 2017, l’Etiopia è uno dei dodici paesi africani che beneficia dell’impegno dei partner europei, insieme al Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e la Banca Africana per lo Sviluppo, nel promuovere gli investimenti privati attraverso miglioramenti sostanziali all’interno del contesto macroeconomico, economico e finanziario.

Lo scorso settembre Il Ministero delle Finanze ha presentato il nuovo pacchetto di riforme denominato Home-grown Economic Reform in risposta al massiccio deficit commerciale e alla disoccupazione in crescita. L’obiettivo è quello di creare lavoro, affrontare la mancanza di valuta estera e abbassare la pressione inflazionistica. In tale contesto, il settore privato risulta indispensabile nel processo di realizzazione delle riforme. Parte del programma è la parziale privatizzazione di tre compagnie statali di punta: Ethio Telecom, Ethiopian Airlines ed Ethiopian Electric Power. L’Esecutivo ha disposto la vendita di una quota di minoranza per far fronte alla carenza di valuta estera e favorire la partecipazione delle imprese straniere. Recentemente la Germania ha firmato una dichiarazione d’intenti dove si impegna a donare 325,5 milioni di euro a supporto dell’ambiziosa riforma economica etiopica. La nazione tedesca intende contribuire al Programma di Crescita e Competitività della Banca Mondiale (Development Policy Operation) di modo che il Paese possa utilizzare i finanziamenti per rafforzare le aree industriali ed aumentare le entrate fiscali migliorando il clima per gli investimenti.