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Focus Coronavirus (COVID-19)

 

Focus Coronavirus (COVID-19)

Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2022

 

Situazione in Etiopia

 

Al fine di contenere la diffusione del COVID-19 in Etiopia, le Autorità federali etiopiche hanno progressivamente deliberato una serie di misure restrittive volte a regolamentare molteplici ambiti di attività pubblica e sociale (circolazione in luoghi e su mezzi pubblici, attività lavorative, scuole, casistica in caso di sintomatologia e/o positività etc.) al fine di favorire il rispetto di pratiche di contenimento del COVID-19, tra cui l’uso di dispositivi di protezione individuale (obbligatorie in tutti i luoghi al di fuori del proprio domicilio) e distanziamento sociale. Invitiamo i connazionali residenti e quelli in arrivo in Etiopia a prendere attenta visione di tutte le misure stabilite, che sono visionabili al presente link.

In particolare, per quanto riguarda le previsioni in materia di ingresso nel Paese si segnala quanto segue:

  1. Tutti i viaggiatori al di sopra dei 12 anni in possesso di un certificato di guarigione dal Covid-19 conseguito fino a 90 giorni prima della partenza o che siano in grado di esibire un certificato attestante il completamento del ciclo vaccinale potranno entrare nel Paese senza obbligo di presentazione del test molecolare o antigenico.
  2. I viaggiatori in arrivo in Etiopia al di sopra dei 12 anni che non presentino un certificato di guarigione dal Covid-19 o di completamento del ciclo vaccinale hanno invece l’obbligo di esibire un test molecolare (test PCR) effettuato entro le 72 ore precedenti all’arrivo nel Paese oppure un test rapido antigenico (rapid diagnostic test – Ag RDT) effettuato 24 prima dell’arrivo in Etiopia.
  3. I passeggeri in transito, fatte salve le normative dei Paesi di destinazione finale o di eventuali transiti multipli, sono esentati dalla presentazione di un certificato di negatività o di vaccinazione ma non possono uscire dall’Aeroporto (eccetto che per transiti superiori alle 24h per cui il passeggero verrà condotto presso un hotel ove permarrà, a  proprie spese, per l’intera durata del transito). Laddove il transito preveda invece che il viaggiatore entri nel Paese o debba lasciare l’hotel designato, ed in mancanza delle certificazioni di cui sopra, vi sarà obbligo di effettuare un test COVID-19 antigenico rapido, a proprio carico, secondo le indicazioni fornite dalle Autorità locali e dalla compagnia aerea.
  4. Nei casi previsti, ogni test PCR COVID-19 negativo, per tutti i passeggeri in uscita, ingresso e transito dovrà sempre essere certificato su apposita piattaforma online dedicata Panabios. Raccomandiamo ai connazionali di prendere visione attentamente della disciplina prevista accedendo al seguente link.
  5. I detentori di passaporto diplomatico  e di servizio sono esenti dalle disposizioni dei punti 1 e 2. Tuttavia potrà essere richiesto di effettuare un test PCR all’arrivo. Nel caso in cui non si intenda effettuare un test PCR all’arrivo o il risultato del test sia positivo, si dovrà osservare una quarantena di 7 giorni.

  


 

Situazione a Gibuti

 

Con riferimento al traffico aereo passeggeri, è disposto che chiunque faccia ingresso nel territorio di Gibuti dovrà presentare un certificato di negatività al COVID (Test PCR) effettuato 3 giorni prima dell’arrivo a Gibuti. La presentazione di un Test PCR negativo è richiesta anche per i viaggiatori già vaccinati.

In caso di ingresso a Gibuti con un test PCR con esito positivo, si verrà invece trasferiti in una struttura di quarantena identificata dalle autorità gibutine per un periodo di 10 giorni a proprie spese. I residenti gibutini e stranieri potranno effettuare la quarantena presso il proprio domicilio se le condizioni lo consentiranno. Le medesime disposizioni si applicano agli ingressi via terrestre e marittima. Non si applicano invece ai passeggeri in transito.

All’arrivo sul territorio gibutino, tutti i viaggiatori non vaccinati e che presentano un Test PCR negativo dovranno effettuare 10 giorni di auto-isolamento.

I passeggeri al loro arrivo saranno altresì sottoposti ad un test obbligatorio di rilevamento del COVID-19. Il test sarà effettuato a tutti i passeggeri in arrivo maggiori di 11 anni e sarà a carico del singolo passeggero al costo di circa 30 USD (o 5000 FDJ). Il test sarà effettuato dalle autorità sanitarie gibutine direttamente in aeroporto ed i passeggeri dovranno attendere presso lo scalo aeroportuale l’esito dell’esame, il quale dovrebbe essere consegnato direttamente all’interessato in circa 2 ore.

La Presidenza della Repubblica di Gibuti ha decretato che la vaccinazione contro il Covid-19 è obbligatoria per tutti gli individui a partire dai 25 anni, sia per i cittadini gibutini, sia per i residenti stranieri, prima di ogni spostamento oltre i confini nazionali. L’autorizzazione per l’uscita dal territorio di Gibuti è subordinata alla presentazione di uno dei seguenti documenti: un certificato o attestazione di aver effettuato una prima dose di vaccino anti Covid-19, o in alternativa, un’attestazione dell’esistenza di contro-indicazioni mediche alla somministrazione del vaccino anti Covid-19.

Per maggiori informazioni ed aggiornamenti: www.viaggiaresicuri.it/country/DJI

 


 

Situazione in Sud Sudan

 

Le Autorità sud sudanesi continuano a raccomandare le consuete misure anti Covid-19 quali lavarsi spesso le mani, utilizzare i dispositivi di protezione individuale, evitare i luoghi affollati, mantenere il distanziamento sociale, evitare gli spostamenti specialmente se si rientra in categorie a rischio.

L'aeroporto di Juba ha parzialmente riaperto il traffico internazionale di passeggeri. È possibile viaggiare da e per l'Italia tramite Ethiopian Airlines, via Addis Abeba, ed Egyptair via Il Cairo. All'ingresso in Sud Sudan è richiesto di presentare un test PCR negativo COVID-19 effettuato entro le 96 ore dall’arrivo nel Paese. E’ necessario portare con se’ una copia cartacea del risultato del test molecolare.

I passeggeri internazionali sono soggetti ad un periodo di isolamento fiduciario di 10 giorni all’arrivo in Sud Sudan. Alternativamente i passeggeri in arrivo in Sud Sudan dovranno effettuare un test PCR a proprie spese il quinto giorno di isolamento fiduciario e, qualora il risultato fosse negativo, potranno terminare la quarantena al settimo giorno. In caso di comparsa di sintomi durante il periodo di isolamento fiduciario, sarà necessario sottoporsi a test anti-Covid. In caso di positività non sarà possibile terminare il periodo di isolamento fiduciario al decimo giorno.

1. Le seguenti categorie di viaggiatori possono essere esentate dall’obbligo dell’isolamento fiduciario, fermo restando il requisito di presentare un test PCR negativo effettuato entro le 96 ore dall’ingresso nel Paese:

  • Persone che si recano in Sud Sudan per un periodo inferiore ai 7 giorni (cioè si applica anche in casi di missione diplomatiche e di missione di personale afferente alle agenzie umanitarie);
  • Equipaggio dei mezzi di trasporto;
  • Persone che necessitano di urgenti cure mediche

Vige l’obbligo di sottoporsi ad un test rapido o molecolare all’arrivo in Sud Sudan per i passeggeri che presentano sintomi collegabili al Covid-19.

2. Le seguenti categorie non devono sottostare all’obbligo dell’isolamento fiduciario, fermo restando il requisito di presentare un test PCR negativo effettuato entro le 96 ore dall’ingresso nel Paese:

  • Passeggeri con che dimostrino l’avvenuto completamento del ciclo vaccinale anti-Covid 19, effettuato almeno due settimane prima dell’arrivo in Sud Sudan;
  • Passeggeri che dimostrano l’avvenuta guarigione dal Covid-19 nei 6 mesi antecedenti all’arrivo in Sud Sudan

L’esenzione dall’obbligo della quarantena all’arrivo in Sud Sudan è concessa ai passeggeri che rientrano nelle categorie elencate ai punti 1. e 2. L’ufficiale sanitario sarà preposto al controllo della documentazione ed applicherà un timbro (“quarantine-waiver stamp”) sul test PCR del viaggiatore.

Per maggiori informazioni ed aggiornamenti: www.viaggiaresicuri.it/country/SSD

 


 

Situazione in Italia

 

Clicca qui per consultare la normativa vigente.

Per spostamenti dall’Italia all’estero, si raccomanda di consultare la Scheda Paese di interesse su Viaggiare Sicuri e di prendere contatto anche con l’Ambasciata o il Consolato del Paese di interesse in Italia.

INGRESSO/RIENTRO IN ITALIA

A condizione che non insorgano sintomi da Covid-19, a partire dal 1 maggio 2022, fatte salve ulteriori determinazioni, è consentito l'ingresso sul territorio nazionale italiano da tutti i Paesi del mondo, alle seguenti condizioni:

  1. presentazione al vettore al momento dell’imbarco e a chiunque è deputato a effettuare controlli di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, o di altra certificazione attestante le condizioni di cui al citato articolo 9, comma 2, riconosciuta come equivalente secondo provvedimenti adottati dal Ministero della salute e nei termini di durata stabiliti dai Regolamenti europei vigenti in materia.
  2. solo in caso di mancata presentazione di una delle certificazioni di cui sopra, da esibire in formato digitale o cartaceo, si applica la misura della quarantena per un periodo di cinque giorni, con l'obbligo di sottoporsi a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone, alla fine di detto periodo. I bambini di età inferiore a sei anni sono esentati dall’effettuazione del test molecolare o antigenico.

Gli spostamenti da e per la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano non sono soggetti a limitazioni né a obblighi di dichiarazione.

A condizione che non insorgano sintomi da Covid-19  l'obbligo di presentare al vettore al momento dell’imbarco e a chiunque è deputato a effettuare controlli di una delle certificazioni verdi COVID-19 o di certificazione equivalente non si applica:

  1. all’equipaggio dei mezzi di trasporto;
  2. al personale viaggiante;
  3. ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
  4. agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana;
  5. a chiunque transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a trentasei ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare un periodo di quarantena per un periodo di cinque giorni e di sottoporsi, alla fine di detto periodo, a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone;
  6. a chiunque rientra nel territorio nazionale a seguito di permanenza di durata non superiore a quarantotto ore in località estere situate a distanza non superiore a 60 km dal luogo di residenza, domicilio o abitazione, purché lo spostamento avvenga con mezzo privato;
  7. in caso di permanenza di durata non superiore alle quarantotto ore in località del territorio nazionale situate a distanza non superiore a 60 km dal luogo estero di residenza, domicilio o abitazione, purché lo spostamento avvenga con mezzo privato.

Vaccinazione effettuata all’estero e riconoscimento del Green Pass

Fatto salvo quanto disposto in materia di ingresso sul territorio nazionale (v. punto precedente), i cittadini italiani possono comunque richiedere il proprio Green Pass alle Autorita’ sanitarie italiane.

Per quanto riguarda il Green Pass tramite avvenuta vaccinazione, esso potrà essere rilasciato dalle Autorità sanitarie italiane solamente nel caso in cui si abbia completato il ciclo vaccinale, in Italia o all’estero. Si richiama a tal proposito la circolare del Ministero della Salute Italiano che sancisce l'equivalenza di alcuni vaccini anti SARS-CoV-2/COVID somministrati all’estero rispetto a quelli effettuati nell'ambito del Piano strategico nazionale italiano.

 


 

Misure di prevenzione del Ministero della salute italiano

 

Opuscolo informativo del Ministero della Salute Italiano


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