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Focus Coronavirus (COVID-19)

 

Focus Coronavirus (COVID-19)

Situazione in Etiopia

 

Al fine di contenere la diffusione del COVID-19 in Etiopia, le Autorità federali etiopiche hanno progressivamente deliberato una serie di misure restrittive (vedere punti seguenti) volte a impedire assembramenti di persone (anche nei trasporti pubblici) e a favorire il distanziamento sociale (al presente link e’ possibile visionare una sintesi non ufficiale in inglese delle misure previste). Tali misure sono suscettibili di essere aggiornate prossimamente in ragione dell’evoluzione della situazione. In particolare, si segnala:

  1. Tutti i passeggeri in arrivo in Etiopia saranno sottoposti a screening sanitario e dovranno osservare un periodo di quarantena di 14 giorni (per passeggeri in transito si veda punto 2). In ragione di alcune procedure relative all'imbarco adottate da Ethiopian Airlines ed in attesa di un nuovo provvedimento ufficiale della Autorità etiopiche, si raccomanda ai passeggeri in arrivo all'Areoporto Internazionale di Addis Abeba - Bole di effettuare un test COVID (solo ed esclusivamente mediante tampone con metodica PCR Sar-Cov) al massimo nei cinque giorni (120 ore) precedenti l'arrivo. L'attestazione di negatività sarà richiesta sia all'imbarco del vettore sia all'arrivo in Etiopia. Sono esenti i passeggeri in transito. Ai passeggeri che non saranno muniti del risultato di negatività del predetto test potrebbe essere rifiutato l'imbarco e/o l'ingresso in Etiopia.
  2. I passeggeri in transito prolungato (oltre le 8 ore) saranno trasportati in isolamento presso l’Hotel Skylight, nelle vicinanze dell'Aeroporto Internazionale di Addis Abeba – Bole, dove rimarranno per la durata tra lo scalo e la ripartenza.
  3. Ethiopian Airlines ha cessato le operazioni di volo verso 80 paesi. I voli per Milano Malpensa e Roma Fiumicino sono sospesi per mancanza di un numero sufficiente di passeggeri. La compagnia aerea etiopica ha dato la propria disponibilità ad organizzare eventuali voli charter su base commerciale per i connazionali temporaneamente in Etiopia o che abbiano assoluta necessità o urgenza di rientrare in Italia.
  4. Chiusura delle frontiere terrestri con i Paesi confinanti
  5. Chiusura delle scuole
  6. Sospensione di eventi che prevedono grandi assembramenti di persone
  7. Il Governo incoraggia le istituzioni religiose e i luoghi di culto a interrompere i raduni e ad intraprendere il culto con altri mezzi per limitare i contatti e fermare la diffusione di COVID-19.
  8. Strutture di detenzione saranno ampliate e verranno utilizzati ulteriori centri di detenzione per evitare il sovraffollamento. Inoltre, i nuovi detenuti saranno sottoposti a test per il COVID-19 prima del loro trasferimento nelle carceri. Mentre le visite sono temporaneamente sospese, i detenuti con reati minori o con data di scarcerazione prossima saranno rilasciati dalla detenzione.
  9. Le molestie nei confronti di cittadini stranieri non sono accettabili e sono anti-etiopiche. La popolazione deve comprendere chiaramente che il virus non discrimina e quindi occorre adottare misure di prevenzione secondo le linee guida del Ministero della Salute, piuttosto che attribuire colpe e ostracizzare i cittadini stranieri.
  10. I volontari che negli ultimi giorni hanno intrapreso lodevoli compiti di coordinamento devono a loro volta aderire ai protocolli di autoprotezione e prevenzione, pur continuando a svolgere attività di volontariato.
  11. I night club e i bar cesseranno temporaneamente le loro attività nell'ambito delle misure di prevenzione e di contenimento.
  12. Verranno intraprese azioni contro tutti gli individui e le imprese che sfruttano la situazione sanitaria e traggono profitto dalla vendita di beni di consumo sul mercato di cui sopra.

Alcune Autorità etiopiche regionali hanno adottato misure di prevenzione ulteriori rispetto a quelle federali. In particolare:

  • Il Tigray ha dichiarato uno Stato di Emergenza che prevede: la chiusura ai movimenti tra le città della Regione e tra le aree urbane e quelle cittadine; la chiusura dei principali mercati; la chiusura di locali e bar; il divieto di celebrazione di matrimoni e funerali; il divieto di svolgimento di eventi sportivi e di grande richiamo; la chiusura degli uffici pubblici. I voli per Mekelle rimangono operativi.
  • L'Amhara ha stabilito la chiusura delle vie di comunicazione terrestri con gli altri Stati regionali.
  • L'Oromia (all'interno della quale è situata la capitale Addis Abeba) ha annunciato un divieto di circolazione per tutti i mezzi di trasporto pubblico in ingresso nella Regione e di collegamento tra le diverse città dell'Oromia.
  • La regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud ha stabilito restrizioni ai trasporti in tutti i distretti della regione per trasporti pubblici, autoveicoli e veicoli a due ruote.

Le Autorità etiopiche, impegnate da mesi nella predisposizione di strutture, materiali e procedure per l'emergenza Coronavirus, invitano la popolazione a mantenere la calma e a rispettare scrupolosamente le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

In caso di febbre superiore a 37,5 gradi, tosse e difficoltà respiratorie occorre contattare prontamente l'unità di emergenza sul COVID-19 istituita presso l'Istituto Etiopico di Salute Pubblica, chiamando il numero dedicato 8335 e non recarsi presso strutture ospedaliere.

I cittadini stranieri potrebbero essere collocati in quarantena (la cui durata è stabilita caso per caso in base alla diagnosi) presso appositi centri di isolamento e trasferiti nelle strutture ospedaliere designate per il trattamento del Coronavirus. Per maggiori informazioni si invita a prendere nota della comunicazione sulle informazioni sanitarie predisposta da questa Ambasciata, e a consultare la pagina facebook dell'Ambasciata @ItalyinEthiopia

 


 

Situazione a Gibuti

 

Al 17 luglio si registrano 4993 casi di positività al COVID-19 nel Paese.

Le autorita’ gibutine hanno annunciato la riapertura delle frontiere aeree, terrestri e marittime a decorrere dal 17 luglio. Con riferimento al traffico aereo passeggeri, e’ disposto che chiunque faccia ingresso nel territorio di Gibuti sara’ sottoposto ad un test obbligatorio di rilevamento del COVID-19. Il test sara’ effettuato a tutti i passeggeri in arrivo maggiori di 11 anni e sara’ a carico del singolo passeggero al costo di circa 30 USD (o 5000 FDJ). Il test sara’ effettuato dalle autorita’ sanitarie gibutine direttamente in aeroporto ed i passeggeri dovranno attendere presso lo scalo aeroportuale l’esito dell’esame, il quale dovrebbe essere consegnato direttamente all’interessato in circa 2 ore.

In caso di esito negativo del test, la persona sara’ libera di circolare liberamente all’interno del territorio di Gibuti. In caso di esito positivo si verra’ invece trasferiti in una struttura di quarantena identificata dalle autorita’ gibutine per un periodo di 14 giorni a proprie spese. I residenti gibutini e stranieri potranno effettuare la quarantena presso il proprio domicilio se le condizioni lo consentiranno.   Le medesime disposizioni si applicano agli ingressi via terrestre e marittima. Non si applicano invece ai passeggeri in transito.

Per maggiori informazioni ed aggiornamenti: www.viaggiaresicuri.it/country/DJI

 


 

Situazione in Sud Sudan

  

Al 17 luglio si registrano 2171 casi di positività al COVID-19 nel Paese.

Le Autorità sud sudanesi hanno adottato alcune disposizioni precauzionali al fine di contenere il contagio da Coronavirus COVID–19, valide fino a nuova comunicazione. Tali disposizioni includono, tra l'altro, la chiusura di tutte le scuole, delle università e degli istituti di formazione e la sospensione di tutti gli eventi sportivi, religiosi e socioculturali.

È stabilito il coprifuoco nel Paese dalle 8 di sera alle 6 del mattino.

L'aeroporto di Juba ha parzialmente riaperto il traffico internazionale di passeggeri. È possibile viaggiare da e per l'Italia tramite Ethiopian Airlines, via Addis Abeba, ed Egyptair via Il Cairo. All'ingresso in Sud Sudan è richiesto un test negativo COVID-19 per poter entrare nel Paese.

Le frontiere terrestri sono chiuse al traffico di autoveicoli, bus e autotrasportatori (con l’eccezione dei trasporti di generi alimentari, forniture mediche e di carburanti).

Per maggiori informazioni ed aggiornamenti: www.viaggiaresicuri.it/country/SSD

 


 

Situazione in Italia

 

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato, il 29 luglio 2020, la proroga dello stato di emergenza sul territorio nazionale fino al 15 ottobre 2020.

Il 7 agosto è stato approvato il DPCM 7 agosto 2020 che, tra le altre cose, ha disciplinato gli spostamenti da/per l’estero dal 9 agosto al 7 settembre 2020.  Il DPCM 7 settembre 2020 ha prorogato, con alcune, lievi modifiche ed integrazioni, la disciplina degli spostamenti da/per l’estero già contenuta nel decreto del 7 agosto 2020, dall’8 settembre al 7 ottobre 2020.

Clicca qui per consultare la normativa vigente.

E’ disponibile un questionario per chi è in partenza per l’estero o deve rientrare in Italia, basato sulla normativa italiana attualmente in vigore. Il questionario ha carattere meramente informativo, non ha valore legale e il risultato ottenuto non garantisce l’ingresso in Italia né nel Paese di destinazione. Per completare il questionario: https://infocovid.viaggiaresicuri.it/

Il nuovo DPCM 7 settembre 2020 ha ripreso i precedenti elenchi contenuti nell’Allegato 20 del DPCM 7 agosto e li ha meglio precisati nell’Allegato C, che continua ad individuare 6 gruppi di Paesi, per i quali sono previste differenti limitazioni. L’Etiopia, il Sud Sudan e Gibuti rientrano nel gruppo E:

E - Resto del mondo (tra cui ETIOPIA, SUD SUDAN E GIBUTI):

  1. gli spostamenti sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Il rientro/l’ingresso in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito ai cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari di regolare di permesso di soggiorno e loro familiari. Il DPCM 7 settembre 2020 introduce inoltre la possibilità di ingresso in Italia per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile (anche se non conviventi) con cittadini italiani/UE/Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia (soggiornanti di lungo periodo), che debbano raggiungere l’abitazione/domicilio/residenza del partner (in Italia). L’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba può pertanto rilasciare solo visti per l’ingresso in Italia a: familiari (comprese relazioni stabili), affari, cure mediche, gare sportive, lavoro, missione, motivi religiosi, trasporto.
  2. All’ingresso/rientro in Italia da questi Paesi, è necessario compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente l’ingresso/il rientro. L’autodichiarazione va mostrata a chiunque sia preposto ad effettuare i controlli. È opportuno essere pronti a mostrare eventuale documentazione di supporto e a rispondere a eventuali domande da parte del personale preposto ai controlli. - AUTODICHIARAZIONE IN CASO DI ENTRATA IN ITALIA DALL’ESTERO: MODELLO
  3. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
  4. Per tutti coloro i quali giungono in Italia da Etiopia, Sud Sudan e Gibuti rimane confermato l'obbligo di segnalazione presso la propria ASL di competenza comunicando i propri dati e la propria condizione per i successivi adempimenti di vigilanza. Tutti, a meno che non rientrino in una delle seguenti eccezioni (punto 5), devono osservare un periodo di isolamento fiduciario e di sorveglianza sanitaria di 14 giorni. Singole Regioni potrebbero imporre a chi proviene da alcuni Stati o territori esteri il rispetto di particolari obblighi. Prima di partire per rientrare in Italia, si raccomanda di verificare eventuali disposizioni aggiuntive da parte delle Regioni di destinazione, contattandole direttamente o visitandone i rispettivi siti web (clicca qui).
  5. Le disposizioni relative all’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, all’utilizzo del mezzo privato per raggiungere la destinazione finale NON si applicano:
    • a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
    • a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
    • al personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l'esercizio temporaneo di cui all'art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
    • ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
    • al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
    • ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e al personale della polizia di Stato nell'esercizio delle loro funzioni;
    • agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.
    • all'equipaggio dei mezzi di trasporto ed al personale viaggiante;
    • agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;
    • agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa specifica autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell'attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo.

 


 

Misure di prevenzione del Ministero della salute italiano

 

Opuscolo informativo del Ministero della Salute Italiano

alcune procedure relative all’imbarco adottate da Ethiopian Airlines ed in attesa di un nuovo provvedimento ufficiale delle Autorita’ etiopiche, si raccomanda ai passeggeri in arrivo all’Aeroporto Internazionale di Addis Abeba - Bole

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