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Focus Coronavirus (COVID-19)

 

Focus Coronavirus (COVID-19)

Situazione in Etiopia

 

Al fine di contenere la diffusione del COVID-19 in Etiopia, le Autorità federali etiopiche hanno deliberato l’adozione dello Stato di Emergenza valido 5 mesi e che prevede misure volte a  volte a impedire assembramenti di persone (anche nei trasporti pubblici) e a favorire il distanziamento sociale (al presente link e’ possibile visionare una sintesi non ufficiale in inglese delle misure previste nell’ambito dello stato di emergenza). Tali misure sono suscettibili di essere aggiornate prossimamente in ragione dell’evoluzione della situazione. Le disposizioni dello Stato di Emergenza si sommano ad una serie di misure federali, adottate precedentemente, e tuttora valide sino a nuova comunicazione, tra cui:

  1. Tutti i passeggeri in arrivo in Etiopia saranno sottoposti a screening sanitario e dovranno osservare un periodo di quarantena di 14 giorni (per passeggeri in transito si veda punto 3). I passeggeri che presenteranno alle autorità etiopiche presenti all’aeroporto internazionale di Addis Abeba - Bole un test COVID negativo (PCR Sar-Cov) effettuato al massimo nelle 72 ore precedenti l’arrivo potranno svolgere il periodo di quarantena presso il proprio domicilio. I passeggeri che non saranno muniti del predetto test, dovranno svolgere una quarantena di 7 giorni presso uno degli hotel designati dalle autorità etiopiche a proprie spese (con conferma di prenotazione in anticipo, lista degli hotel designati al punto 2) ed ulteriori 7 giorni presso il proprio domicilio.
  2. Gli hotel ad Addis Abeba autorizzati dall’Istituto Superiore di Sanità etiopico presso cui svolgere la quarantena obbligatoria sono:
    • Skylight Hotel
    • Best Western Perl Hote
    • Ghion Hotel
    • Bon Plaza Hotel
    • Eliana Hotel
    • Azeman Hotel
    • Ambassador Hotel
    • Mosaic Hotel
    • Afarensis Hote
    • Zimama Hotel
    • Debre Damo Hotel
    • Churchill Hotel
    • Harambe Hotel
    • Friendship Hotel
    • Con Corde Hotel
    • Bole Skygate Hotel
    • Magnolia Hotel
    • Jupiter Hotel
    • Lobelia Hotel
    • Holiday Hotel
    • Blue Sky Hotel
    • Sunspot Hotel
    • Tirar Hotel
  3. I passeggeri in transito prolungato (oltre le 8 ore) saranno trasportati in isolamento presso l’Hotel Skylight, nelle vicinanze dell’Aeroporto Internazionale di Addis Abeba – Bole, dove rimarranno per la durata tra lo scalo e la ripartenza.
  4. Ethiopian Airlines ha cessato le operazioni di volo verso 80 paesi. I voli per Milano Malpensa e Roma Fiumicino sono sospesi per mancanza di un numero sufficiente di passeggeri. La compagnia aerea etiopica ha dato la propria disponibilità ad organizzare eventuali voli charter su base commerciale per i connazionali temporaneamente in Etiopia o che abbiano assoluta necessità o urgenza di rientrare in Italia.
  5. Chiusura delle frontiere terrestri con i Paesi confinanti
  6. Chiusura delle scuole
  7. Sospensione di eventi che prevedono grandi assembramenti di persone
  8. Il Governo incoraggia le istituzioni religiose e i luoghi di culto a interrompere i raduni e ad intraprendere il culto con altri mezzi per limitare i contatti e fermare la diffusione di COVID-19.
  9. Strutture di detenzione saranno ampliate e verranno utilizzati ulteriori centri di detenzione per evitare il sovraffollamento. Inoltre, i nuovi detenuti saranno sottoposti a test per il COVID-19 prima del loro trasferimento nelle carceri. Mentre le visite sono temporaneamente sospese, i detenuti con reati minori o con data di scarcerazione prossima saranno rilasciati dalla detenzione.
  10. Le molestie nei confronti di cittadini stranieri non sono accettabili e sono anti-etiopiche. La popolazione deve comprendere chiaramente che il virus non discrimina e quindi occorre adottare misure di prevenzione secondo le linee guida del Ministero della Salute, piuttosto che attribuire colpe e ostracizzare i cittadini stranieri.
  11. I volontari che negli ultimi giorni hanno intrapreso lodevoli compiti di coordinamento devono a loro volta aderire ai protocolli di autoprotezione e prevenzione, pur continuando a svolgere attività di volontariato.
  12. I night club e i bar cesseranno temporaneamente le loro attività nell'ambito delle misure di prevenzione e di contenimento.
  13. Verranno intraprese azioni contro tutti gli individui e le imprese che sfruttano la situazione sanitaria e traggono profitto dalla vendita di beni di consumo sul mercato di cui sopra.

Alcune Autorità etiopiche regionali hanno adottato misure di prevenzione ulteriori rispetto a quelle federali. In particolare:

  • Il Tigray ha dichiarato uno Stato di Emergenza che prevede: la chiusura ai movimenti tra le città della Regione e tra le aree urbane e quelle cittadine; la chiusura dei principali mercati; la chiusura di locali e bar; il divieto di celebrazione di matrimoni e funerali; il divieto di svolgimento di eventi sportivi e di grande richiamo; la chiusura degli uffici pubblici. I voli per Mekelle rimangono operativi.
  • L'Amhara ha stabilito la chiusura delle vie di comunicazione terrestri con gli altri Stati regionali.
  • L'Oromia (all'interno della quale è situata la capitale Addis Abeba) ha annunciato un divieto di circolazione per tutti i mezzi di trasporto pubblico in ingresso nella Regione e di collegamento tra le diverse città dell'Oromia.
  • La regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud ha stabilito restrizioni ai trasporti in tutti i distretti della regione per trasporti pubblici, autoveicoli e veicoli a due ruote.

Le Autorità etiopiche, impegnate da mesi nella predisposizione di strutture, materiali e procedure per l'emergenza Coronavirus, invitano la popolazione a mantenere la calma e a rispettare scrupolosamente le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

In caso di febbre superiore a 37,5 gradi, tosse e difficoltà respiratorie occorre contattare prontamente l'unità di emergenza sul COVID-19 istituita presso l'Istituto Etiopico di Salute Pubblica, chiamando il numero dedicato 8335 e non recarsi presso strutture ospedaliere.

In caso di sospetto contagio, i cittadini stranieri potrebbero essere collocati in quarantena (la cui durata è stabilita caso per caso in base alla diagnosi) presso appositi centri di isolamento e, qualora risultassero positivi al test per il COVID-19, trasferiti nelle strutture ospedaliere designate per il trattamento del Coronavirus. Per maggiori informazioni si invita a prendere nota della comunicazione sulle informazioni sanitarie predisposta da questa Ambasciata, e a consultare la pagina facebook dell'Ambasciata @ItalyinEthiopia

 


 

Situazione a Gibuti

 

Le autorità gibutine hanno annunciato il primo caso di COVID-19 a Gibuti il 18 marzo; al 6 maggio si registrano 373 casi attivi, 745 pazienti guariti, 2 deceduti per un totalale di 1.120 casi.

L'aeroporto internazionale di Gibuti è stato chiuso sine die a partire dal 18 marzo per il traffico passeggeri.

Le autorità gibutine hanno altresì sospeso, sino a nuova comunicazione, il traffico passeggeri sul treno Gibuti-Addis Abeba.

Per maggiori informazioni ed aggiornamenti: www.viaggiaresicuri.it/country/DJI

 


 

Situazione in Sud Sudan

  

Al 6 luglio si registrano 2098 casi di positività al COVID-19 nel Paese.

Le Autorità sud sudanesi hanno adottato alcune disposizioni precauzionali al fine di contenere il contagio da Coronavirus COVID–19, valide fino a nuova comunicazione. Tali disposizioni includono, tra l'altro, la chiusura di tutte le scuole, delle università e degli istituti di formazione e la sospensione di tutti gli eventi sportivi, religiosi e socioculturali.

È stabilito il coprifuoco nel Paese dalle 8 di sera alle 6 del mattino.

L'aeroporto di Juba ha parzialmente riaperto il traffico internazionale di passeggeri. È possibile viaggiare da e per l'Italia tramite Ethiopian Airlines, via Addis Abeba, ed Egyptair via Il Cairo. All'ingresso in Sud Sudan è richiesto un test negativo COVID-19 per poter entrare nel Paese.

Le frontiere terrestri sono chiuse al traffico di autoveicoli, bus e autotrasportatori (con l’eccezione dei trasporti di generi alimentari, forniture mediche e di carburanti).

Per maggiori informazioni ed aggiornamenti: www.viaggiaresicuri.it/country/SSD

 


 

Situazione in Italia

 

Il DPCM dell'11 giugno 2020, consultabile cliccando su questo collegamento, contiente le nuove misure per la "riapertura" in Italia, per la c.d."Fase 2".

Si attira in particolare l'attenzione sui seguenti aspetti, disciplinati dagli articoli 4 (Disposizioni in materia di ingresso in Italia), 5 (Transiti e soggiorni di breve durata in Italia) e 6 (Ulteriori disposizioni in materia di spostamenti da e per l’estero) del Decreto, integrato dall’Ordinanza del Ministero della Salute del 30 giugno, consultabile cliccando su questo collegamento:

  • A partire dal 3 giugno è disposta la liberalizzazione dei movimenti da e per i Paesi UE e dell'area Schengen, Regno Unito ed i c.d. “micro stati” europei, senza limitazioni di causa e senza obbligo di quarantena.
  • Resta invece la necessità di giustificare i movimenti da e per Stati e territori diversi da questi (inclusi, quindi l'Etiopia, Gibuti ed il Sud Sudan) e resta l'obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni.
  • Rimane salva la possibilità per i connazionali (in Etiopia, Gibuti e Sud Sudan) di poter far rientro in Italia per i seguenti motivi: rientro presso la propria residenza e/o domicilio e/o abitazione; salute; assoluta necessità e lavoro. Rimane comunque confermato l'obbligo di quarantena per 14 giorni.
  • A partire dal 1 luglio, le Rappresentanze Diplomatiche potranno rilasciare visti nazionali per motivi di studio; in tal caso si applica la quarantena di 14 giorni.
  • A partire dal 1 luglio, inoltre, le Rappresentanze Diplomatiche potranno rilasciare visti nazionali per motivi di lavoro,      salute o assoluta urgenza, da valutare caso per caso. In tali casi, laddove la durata massima della permanenza in Italia non ecceda le 120 ore totali, non si applicherà il periodo di quarantena.
  • L'obbligo di isolamento fiduciario non si applica a:
    • equipaggio di mezzi di trasporto;
    • personale viaggiante;
    • chi entra per comprovati motivi di lavoro, se è cittadino o residente in uno dei seguenti Paesi: Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord);
    • personale sanitario che entra in Italia per l’esercizio di professioni sanitarie;
    • lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita per andare al lavoro e per tornare a casa;
    • personale da imprese con sede principale o secondaria in Italia che rientra in Italia dopo spostamenti all’estero per lavoro di durata non superiore a 120 ore (5 giorni);
    • movimenti da e per la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano;
    • funzionari e agenti dell’Unione europea, di organizzazioni internazionali, personale delle missioni diplomatiche, dei consolati e del personale militare nell'esercizio delle loro funzioni;
    • alunni e studenti che frequentano corso di studi in Stato diverso da quello in cui abitano e rientrano a casa almeno una volta alla settimana;
    • transito aeroportuale;
    • transito di durata non superiore alle 24 ore (prorogabili eccezionalmente fino a 36 ore totali) per raggiungere il proprio Paese di residenza (ad esempio entrata in Italia con un traghetto dalla Grecia per continuare in macchina fino alla propria abitazione in Germania).
    • breve permanenza in Italia (fino a 120 ore totali) per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza;

Le disposizioni di cui sopra, contenute nel DPCM dell'11 giugno e nell'Ordinanza del Ministero della Salute del 30 giugno sono efficaci fino a nuova comunicazione.

Tutti i connazionali in Etiopia, Sud Sudan e Gibuti che rientrano in Italia devono pertanto osservare un periodo di quarantena di 14 giorni comunicando alla ASL di competenza i propri dati e la propria condizione per i successivi adempimenti di vigilanza. Si riportano le istruzioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con le risposte ad alcune domande frequenti. Allo stesso link è anche possibile scaricare il modello di autocertificazione sui motivi del viaggio per i rientri in Italia da compilare prima della partenza.

 


 

Misure di prevenzione del Ministero della salute italiano

 

Opuscolo informativo del Ministero della Salute Italiano


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