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Focus Coronavirus (COVID-19)

 

Focus Coronavirus (COVID-19)

Situazione in Etiopia

 

Le Autorità etiopiche hanno sospeso il servizio di rilascio dei visti di ingresso in Etiopia all’arrivo presso l’Aeroporto di Addis Abeba Bole e sulla piattaforma dedicata. Per le richieste di visto di ingresso nel Paese occorre fare riferimento esclusivamente alla piattaforma online www.evisa.gov.et

Al fine di contenere la diffusione del COVID-19 in Etiopia, le Autorità federali etiopiche hanno progressivamente deliberato una serie di misure restrittive, aggiornate da ultimo il 19 agosto 2021, volte a regolamentare molteplici ambiti di attività pubblica e sociale (circolazione in luoghi e su mezzi pubblici, attività lavorative, scuole, casistica in caso di sintomatologia e/o positività etc.) al fine di favorire il rispetto di pratiche di contenimento del COVID-19, tra cui l’uso di dispositivi di protezione individuale (obbligatorie in tutti i luoghi al di fuori del proprio domicilio) e distanziamento sociale. Invitiamo i connazionali residenti e quelli in arrivo in Etiopia di prendere attenta visione di tutte le misure stabilite, che sono visionabili al presente link.

In particolare, per quanto riguarda le previsioni in materia di ingresso nel Paese si segnala quanto segue.

OBBLIGO PRESENTAZIONE TEST NEGATIVO (METODOLOGIA PCR)

  1. Tutti i viaggiatori internazionali in arrivo in Etiopia al di sopra dei 10 anni hanno l’obbligo diesibire un test molecolare (esclusivamente test PCR) effettuato entro le 120 ore (cinque giorni) precedenti all’arrivo nel Paese; questa disposizione non si applica ai passeggeri in transito. Ai passeggeri che non saranno muniti del risultato di negatività del predetto test sarà rifiutato l'imbarco e/o l'ingresso in Etiopia. È infatti stabilito il divieto di ingresso nel Paese per i viaggiatori positivi al COVID-19.
  2. Tutti i passeggeri in uscita, ingresso e transito dovranno certificare il proprio test COVID-19 negativo di tipo PCR su piattaforma online dedicata. Raccomandiamo ai connazionali di prendere visione attentamente della disciplina prevista accedendo al seguente link.
  3. I passeggeri in transito sono esentati dalla presentazione di un certificato di negatività ma non possono uscire dall’Aeroporto (eccetto che per transiti superiori alle 24h per cui il passeggero verrà condotto presso un hotel ove permarrà, a  proprie spese, per l’intera durata del transito).
    Tuttavia, in caso di volo in transito da Addis Abeba con destinazione finale Parigi o Marsiglia, la compagnia Ethiopian Airlines è stata incaricata di effettuare test con metodologia PCR a tutti i passeggeri, presso l'Aeroporto Internazionale di Addis Abeba Bole. Nel caso in cui si risulti negativi, il passeggero potrà continuare il viaggio verso Parigi o Marsiglia. In caso si risulti positivi, il passeggero verrà condotto presso un centro di isolamento o hotel a proprie spese, dove rimarrà fino a che non sarà effettuato un nuovo test che darà esito negativo.

QUARANTENA

  1. Coloro i quali presentino, oltre al test PCR negativo, un certificato di guarigione dal Covid-19 (avvenuta nei precedenti 90 giorni dall’ingresso nel Paese) o il certificato relativo al completamento della vaccinazione anti Covid-19 non sono tenuti a osservare alcun periodo di quarantena. In mancanza dei certificati di completamento della vaccinazione e/o di guarigione, i passeggeri in arrivo devono osservare un periodo di quarantena di 7 giorni segnalando presso quale domicilio intendano svolgerlo.
  2. Per i detentori di passaporto diplomatico/di servizio si applicano le disposizioni ai punti 1 e 2. Solo per i titolari di passaporti diplomatico/di servizio è tuttavia possibile entrare nel Paese senza un test PCR negativo, sarà tuttavia richiesto di effettuare un test PCR all’arrivo al fine di non dover osservare l’obbligo della quarantena. Nel caso in cui non si intenda effettuate un test PCR all’arrivo, si dovrà osservare una quarantena di 14 giorni, pur in presenza di un certificato di guarigione dal Covid-19 (avvenuta nei precedenti 90 giorni dall’ingresso nel Paese) o il certificato relativo al completamento della vaccinazione anti Covid-19.

Le Autorità etiopiche, impegnate da mesi nella predisposizione di strutture, materiali e procedure per l'emergenza Coronavirus, invitano la popolazione a mantenere la calma e a rispettare scrupolosamente le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

In caso di febbre superiore a 37,5 gradi, tosse e difficoltà respiratorie occorre contattare prontamente l'unità di emergenza sul COVID-19 istituita presso l'Istituto Etiopico di Salute Pubblica, chiamando il numero dedicato 8335 e non recarsi presso strutture ospedaliere.

I cittadini stranieri potrebbero essere collocati in quarantena (la cui durata è stabilita caso per caso in base alla diagnosi) presso appositi centri di isolamento e trasferiti nelle strutture ospedaliere designate per il trattamento del Coronavirus. Per maggiori informazioni si invita a prendere nota della comunicazione sulle informazioni sanitarie predisposta da questa Ambasciata, e a consultare la pagina facebook dell'Ambasciata @ItalyinEthiopia

 


 

Situazione a Gibuti

 

Con riferimento al traffico aereo passeggeri, è disposto che chiunque faccia ingresso nel territorio di Gibuti dovrà presentare un certificato di negatività al COVID (Test PCR) effettuato 3 giorni prima dell’arrivo a Gibuti. La presentazione di un Test PCR negativo è richiesta anche per i viaggiatori già vaccinati.

In caso di ingresso a Gibuti con un test PCR con esito positivo, si verrà invece trasferiti in una struttura di quarantena identificata dalle autorità gibutine per un periodo di 10 giorni a proprie spese. I residenti gibutini e stranieri potranno effettuare la quarantena presso il proprio domicilio se le condizioni lo consentiranno. Le medesime disposizioni si applicano agli ingressi via terrestre e marittima. Non si applicano invece ai passeggeri in transito.

All’arrivo sul territorio gibutino, tutti i viaggiatori non vaccinati e che presentano un Test PCR negativo dovranno effettuare 10 giorni di auto-isolamento.

I passeggeri al loro arrivo saranno altresì sottoposti ad un test obbligatorio di rilevamento del COVID-19. Il test sarà effettuato a tutti i passeggeri in arrivo maggiori di 11 anni e sarà a carico del singolo passeggero al costo di circa 30 USD (o 5000 FDJ). Il test sarà effettuato dalle autorità sanitarie gibutine direttamente in aeroporto ed i passeggeri dovranno attendere presso lo scalo aeroportuale l’esito dell’esame, il quale dovrebbe essere consegnato direttamente all’interessato in circa 2 ore.

La Presidenza della Repubblica di Gibuti ha decretato che la vaccinazione contro il Covid-19 è obbligatoria per tutti gli individui a partire dai 25 anni, sia per i cittadini gibutini, sia per i residenti stranieri, prima di ogni spostamento oltre i confini nazionali. L’autorizzazione per l’uscita dal territorio di Gibuti è subordinata alla presentazione di uno dei seguenti documenti: un certificato o attestazione di aver effettuato una prima dose di vaccino anti Covid-19, o in alternativa, un’attestazione dell’esistenza di contro-indicazioni mediche alla somministrazione del vaccino anti Covid-19.

Per maggiori informazioni ed aggiornamenti: www.viaggiaresicuri.it/country/DJI

 


 

Situazione in Sud Sudan

 

Le Autorità sud sudanesi continuano a raccomandare le consuete misure anti Covid-19 quali lavarsi spesso le mani, utilizzare i dispositivi di protezione individuale, evitare i luoghi affollati, mantenere il distanziamento sociale, evitare gli spostamenti specialmente se si rientra in categorie a rischio.

L'aeroporto di Juba ha parzialmente riaperto il traffico internazionale di passeggeri. È possibile viaggiare da e per l'Italia tramite Ethiopian Airlines, via Addis Abeba, ed Egyptair via Il Cairo. All'ingresso in Sud Sudan è richiesto di presentare un test PCR negativo COVID-19 effettuato entro le 96 ore dall’arrivo nel Paese. E’ necessario portare con se’ una copia cartacea del risultato del test molecolare.

I passeggeri internazionali sono soggetti ad un periodo di isolamento fiduciario di 10 giorni all’arrivo in Sud Sudan. Alternativamente i passeggeri in arrivo in Sud Sudan dovranno effettuare un test PCR a proprie spese il quinto giorno di isolamento fiduciario e, qualora il risultato fosse negativo, potranno terminare la quarantena al settimo giorno. In caso di comparsa di sintomi durante il periodo di isolamento fiduciario, sarà necessario sottoporsi a test anti-Covid. In caso di positività non sarà possibile terminare il periodo di isolamento fiduciario al decimo giorno.

1. Le seguenti categorie di viaggiatori possono essere esentate dall’obbligo dell’isolamento fiduciario, fermo restando il requisito di presentare un test PCR negativo effettuato entro le 96 ore dall’ingresso nel Paese:

  • Persone che si recano in Sud Sudan per un periodo inferiore ai 7 giorni (cioè si applica anche in casi di missione diplomatiche e di missione di personale afferente alle agenzie umanitarie);
  • Equipaggio dei mezzi di trasporto;
  • Persone che necessitano di urgenti cure mediche

Vige l’obbligo di sottoporsi ad un test rapido o molecolare all’arrivo in Sud Sudan per i passeggeri che presentano sintomi collegabili al Covid-19.

2. Le seguenti categorie non devono sottostare all’obbligo dell’isolamento fiduciario, fermo restando il requisito di presentare un test PCR negativo effettuato entro le 96 ore dall’ingresso nel Paese:

  • Passeggeri con che dimostrino l’avvenuto completamento del ciclo vaccinale anti-Covid 19, effettuato almeno due settimane prima dell’arrivo in Sud Sudan;
  • Passeggeri che dimostrano l’avvenuta guarigione dal Covid-19 nei 6 mesi antecedenti all’arrivo in Sud Sudan

L’esenzione dall’obbligo della quarantena all’arrivo in Sud Sudan è concessa ai passeggeri che rientrano nelle categorie elencate ai punti 1. e 2. L’ufficiale sanitario sarà preposto al controllo della documentazione ed applicherà un timbro (“quarantine-waiver stamp”) sul test PCR del viaggiatore.

Per maggiori informazioni ed aggiornamenti: www.viaggiaresicuri.it/country/SSD

 


 

Situazione in Italia

 

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato, il 13 gennaio 2021, la proroga dello stato di emergenza sul territorio nazionale fino al 30 aprile 2021, in conseguenza del rischio sanitario connesso alla diffusione di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, con particolare riferimento al nuovo coronavirus SARS-CoV-2 e alla patologia ad esso associata, COVID-19.

Il DPCM 2 marzo 2021 ha definito una serie di misure in base al rischio epidemiologico presente nelle Regioni italiane:

  • Nelle cd. “zone bianche” (con livello di rischio basso) si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore. Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi);
  • Rimane in vigore la suddivisione tra zone gialle, arancioni e rosse. Consulta la seguente pagina per prendere visione delle misure restrittive relative alle singole Regioni;

Singole Regioni potrebbero imporre a chi proviene da alcuni Stati o territori esteri il rispetto di particolari obblighi. Prima di partire per rientrare in Italia, si raccomanda di verificare eventuali disposizioni aggiuntive da parte delle Regioni di destinazione, contattandole direttamente o visitandone i rispettivi siti web (clicca qui).

Clicca qui per consultare la normativa vigente.

In caso di dubbi, per il rientro in Italia si raccomanda di contattare la Polizia di Frontiera, la Prefettura o l’Azienda Sanitaria competente per territorio.

Per spostamenti dall’Italia all’estero, si raccomanda di consultare la Scheda Paese di interesse su Viaggiare Sicuri e di prendere contatto anche con l’Ambasciata o il Consolato del Paese di interesse in Italia.

Il 16 aprile 2021 è stata adottata l’Ordinanza del Ministero della Salute che entra in vigore dal 18 aprile 2021 e che modifica la disciplina in tema di spostamenti da/per l’estero contenuta nei precedenti DPCM e nelle Ordinanze adottate dal Ministro della Salute.

 

MOTIVI DEL VIAGGIO

L'Ordinanza del Ministero della Salute, analogamente al DPCM del 2 marzo 2021, continua a basarsi su una serie di elenchi di Paesi, per i quali sono previste differenti limitazioni. Tali elenchi sono contenuti nell’Allegato 20 del DPCM. Etiopia, Gibuti e Sud Sudan rientrano nell’elenco di Paesi E (“resto del mondo”).

Elenco E - Resto del mondo:

  1. Rimangono vietati gli spostamenti per turismo;
  2. Sono inoltre vietati l’ingresso e il transito nel territorio nazionale per le persone che hanno transitato o soggiornato nei 14 giorni antecedenti nei Paesi dell’elenco E, salvo per gli spostamenti motivati dalle ragioni menzionate nel seguente punto;
  3. gli spostamenti da/per i paesi dell’elenco E sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali:
    • esigenze lavorative,
    • esigenze di salute o di studio,
    • assoluta urgenza,
    • rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
  4. Con il DPCM 15 gennaio 2021 è stata inoltre confermata la possibilità di ingresso in Italia, dai Paesi dell’elenco E, per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile (anche se non conviventi) con cittadini italiani/UE/Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia (soggiornanti di lungo periodo), che debbano raggiungere l’abitazione/domicilio/residenza del partner (in Italia);
  5. Il rientro/l’ingresso in Italia dai Paesi dell’elenco E è sempre consentito ai cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari dello status di soggiornanti di lungo periodo e loro familiari (Direttiva 2004/38/CE).

 

COSA FARE ALL’ INGRESSO/RIENTRO IN ITALIA

  1. Per l’ingresso/rientro in Italia dai Paesi dell’elenco E, a partire dal 19 aprile 2021 entra in vigore l'obbligo di sottoporsi a tampone molecolare nelle 72 ore precedenti all'ingresso;
  2. A partire dal 18 aprile 2021 entra inoltre in vigore l'obbligo per chi faccia ingresso in territorio nazionale dai Paesi di cui all'elenco E dell'allegato 20, di osservare un periodo di quarantena domiciliare di 10 giorni, e di sottoporsi a tampone molecolare al termine di tale periodo;
  3. Ai fini dell'ingresso nel territorio nazionale, i bambini di età inferiore ai due anni sono esentati dall’effettuazione del test molecolare o antigenico;
  4. A partire dal 24 maggio 2021, l'obbligo di compilare l’autodichiarazione viene sostituto con l’obbligo di compilare il Passenger Locator Form digitale (dPLF) dell'Unione Europea, sulla base delle indicazioni di apposita circolare della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute. L’autodichiarazione potrà essere utilizzata in alternativa al modulo di localizzazione in formato digitale esclusivamente in casi di impedimenti tecnici.

Rimangono in vigore le seguenti disposizioni del DPCM del 2 marzo 2021:

  1. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia esclusivamente con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
  2. Per tutti coloro i quali giungono in Italia da Etiopia, Sud Sudan e Gibuti rimane confermato l'obbligo di segnalazione presso la propria ASL di competenza comunicando i propri dati e la propria condizione per i successivi adempimenti di vigilanza. Singole Regioni potrebbero imporre il rispetto di particolari obblighi. Prima di partire per rientrare in Italia, si raccomanda di verificare eventuali disposizioni aggiuntive da parte delle Regioni di destinazione, contattandole direttamente o visitandone i rispettivi siti web.
  3. Sono previste alcune, limitate eccezioni all’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza:
    1. a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
    2. a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
    3. al personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l'esercizio temporaneo di cui all'art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
    4. ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
    5. al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
    6. ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell'Unione Europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e delle forze di polizia, nell'esercizio delle loro funzioni;
    7. agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

L’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria non si applica inoltre:

  • all'equipaggio dei mezzi di trasporto;
  • al personale viaggiante;
  • agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;
  • agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive di livello internazionale, previa specifica autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell'attestazione di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo.

 

GREEN PASS

Il Ministero della Salute italiano ha adottato una circolare attuativa del DPCM del 17 giugno 2021 con la quale chiarisce la materia delle Certificazioni Verdi (cd. Green Pass) ed il loro uso in ambito transfrontaliero.

Il Green Pass è un documento rilasciato dalle Autorità sanitarie italiane e rappresenta uno strumento fondamentale sia ai fini dell’ingresso in Italia e della circolazione all’interno dell’UE sia per poter partecipare, per chi ne è titolare, a specifici eventi, circolare liberamente tra Regioni con diverso colore di rischio e tutte le altre situazioni per le quali è richiesta la presentazione del Certificato.

Il Green Pass si sostanzia in:

  • Attestazione di completamento del ciclo vaccinale da almeno 14 giorni con uno dei vaccini autorizzati dall’EMA e da AIFA (la validità della certificazione verde tramite attestazione di avvenuta vaccinazione è pari a 9 mesi)
  • Attestazione di guarigione dal COVID-19 da massimo 180 giorni a decorrere dalla data del primo tampone molecolare positivo
  • Effettuazione di un tampone molecolare con esito negativo nelle ultime 48 ore

 

Green Pass ed ingresso in Italia

Ai fini di evitare il periodo di autoisolamento di 10 giorni, il cd Green Pass in ingresso in Italia si applica ai soli Paesi dell’elenco C a cui si aggiungono Canada, Giappone e Stati Uniti.

Per i Paesi dell’elenco E, tra cui Etiopia, Gibuti e Sud Sudan, anche in presenza di Green Pass o di vaccinazione avvenuta, persistono le disposizioni di cui al DPCM 2 marzo 2021 e successive ordinanze che prevedono l’obbligo di giungere in Italia con un tampone molecolare negativo effettuato entro le 72 ore antecedenti, completare il Digital Passenger Location Form prima dell’ingresso in Italia, comunicare alla propria ASL di riferimento il domicilio in cui si effettuerà l’autoisolamento di 10 giorni ed effettuare, al termine di quest’ultimo, un ulteriore tampone molecolare.

Vaccinazione effettuata all’estero e riconoscimento del Green Pass

Fatto salvo quanto disposto in materia di ingresso sul territorio nazionale (v. punto precedente), i cittadini italiani possono comunque richiedere il proprio Green Pass alle Autorita’ sanitarie italiane.

Per quanto riguarda il Green Pass tramite avvenuta vaccinazione, esso potrà essere rilasciato dalle Autorità sanitarie italiane solamente nel caso in cui si abbia completato il ciclo vaccinale, in Italia o all’estero. Si richiama a tal proposito la circolare del Ministero della Salute Italiano che sancisce l'equivalenza di alcuni vaccini anti SARS-CoV-2/COVID somministrati all’estero rispetto a quelli effettuati nell'ambito del Piano strategico nazionale italiano. 

 


 

Misure di prevenzione del Ministero della salute italiano

 

Opuscolo informativo del Ministero della Salute Italiano


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